Prologo II - Un cadavere di troppo
By Gabriele Driussi
Mi chiamo Alessandro Ermacora, per gli amici Alex. Ho trentadue anni appena compiuti e come anticipato sono un grande appassionato di letteratura. Appena possibile scrivo e leggo libri di ogni genere, in particolare thriller e polizieschi. Il mio autore preferito è James Patterson, l’inventore di «Alex Cross» e «Le donne del club omicidi». Nel mio piccolo mi ispiro a lui. Ogni tanto svario anche sui componimenti rosa. Le grandi storie d’amore mi commuovono, specialmente se raccontate da Nicholas Sparks. Adoro la sensibilità di quell’uomo. Un maestro in quel settore. Non disdegno nemmeno il fantasy, ma a piccole dosi. Preferisco leggere racconti basati su storie vere. I romanzi distopici mi scombussolano l’anima, ma se sono a corto di rifornimenti nella mia modesta libreria personale, mi vanno bene anche quelli.
Insomma, tutto ciò che è ben scritto e rilegato in una copertina rigida mi attira e suscita il mio interesse. Colleziono centinaia di libri e li divoro in pochi giorni. La mia dispensa ne è piena, ho quasi esaurito lo spazio sulle mensole. Dovrò rassegnarmi a diminuire gli acquisti, altrimenti sarò costretto a traslocare. Lo so che esistono anche le piattaforme on-line dove puoi leggere il tuo romanzo sul PC, ma non è la stessa cosa. Chi è un appassionato come me lo sa bene. Non si può fare a meno del cartaceo, del contatto dei fogli che strusciano fra le dita, dell’odore della copertina, del fruscio di quando si volta pagina e di tutte le sensazioni che solo un libro fisico è in grado di regalarti.
Dopo innumerevoli tentativi e cocenti delusioni, finalmente una piccola casa editrice si è accorta di me, proponendomi un contratto di edizione per la pubblicazione di un manoscritto. Tiratura iniziale di seicento copie, royalties al dieci per cento, immagine di copertina in alta definizione, correzione bozze gratuita e pubblicità su diversi siti on-line.
Appena ricevuta la mail mi sembrava di sognare ad occhi aperti. Ho dovuto rileggere il contratto un paio di volte per convincermi che fosse vero. Non vedevo l’ora di condividere la notizia per festeggiare assieme alle persone a me care. Preso dall’entusiasmo, ho accettato immediatamente la proposta, ma quello che avevo scritto non era niente in confronto a quello che state per scoprire a breve nelle pagine seguenti. Commenterete e criticherete il mio vero capolavoro, non un racconto di pura fantasia, ma una conseguenza della tragica realtà.
Mettetevi comodi sul divano o dove vi sentite più a vostro agio perché ne vedrete delle belle.